domenica 25 settembre 2016

Recensione Flawed gli Imperfetti di Cecelia Ahern

Buongiorno, come state? Io sto ancora superando il dramma della morte del mio cellulare, si è spento all'improvviso e non ha dato segni di vita da quel momento. Ho perso mezzo mondo con la sua dipartita, Google non era nemmeno sincronizzato al mio calendario e così mi toccherà cercare di ricordarmi cosa avevo segnato di importante. Dopo quasi una settimana che ho finito Flawed, posso finalmente mostrarvi la mia recensione e sperare vi piacerà (grazie Monica per le riletture e i consigli).


Titolo: Flawed, gli Imperfetti
Autrice: Cecelia Ahern
Titolo originale: Flawed
Traduttrice: Giovanna Scocchera
Serie: Flawed #1
Editore: De Agostini
Pubblicazione: 2016
Pagine: 378
Genere: Distopico

In un futuro non molto lontano, in un mondo non molto diverso, il giudice Crevan conduce una spietata guerra contro l'immoralità. È lui e lui solo a decidere chi sia un cittadino modello, e chi invece sia un imperfetto, un essere fallato da marchiare a fuoco con una F sul petto e da allontanare dalla società civile. Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D'un tratto tutto ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più. Perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di aiutare il pover'uomo e quella decisione cambia la sua vita in un attimo...

Recensione


Aspetto che i miei vicini si prodighino in gesti di affetto e rassicurazione. Siamo una comunità molto unita e solidale, condividiamo molte cose, ci sosteniamo a vicenda. Mi guardo intorno e aspetto. Tutti fissano Bob ancora seduto sul prato mentre stringe a sé i figli, in lacrime. Nessuno si muove. Vorrei chiedere perché nessuno fa niente, ma poi mi rendo conto che si tratta di una domanda stupida, perché dopotutto non sto facendo niente neanche io.
Ho deciso di introdurvi alla recensione con questa estrapolazione dal libro, avrei potuto scegliere qualche altro passo, ma trovo che questo sia più adatto a seguire il mio filo logico arrivando dalle prime pagine. Le parole che trovate sottolineate sono quelle più importanti a mio parere, quelle che dovrebbero farci riflettere e che a volte sarebbe utile ricordarci.

Celestine è il ritratto della perfezione per la Gilda: intelligente e ligia nel seguire le regole. Nessuno si aspetterebbe da parte sua un'errore, è più da sua sorella Juniper che sia lei, che i suoi genitori, temono un gesto di ribellione alle regole. Quando la sua vita inizia ad essere stravolta e il guscio in cui era chiusa inizia ad aprirsi, le domande arrivano seguite dai dubbi, come può essere giusto che non si possa aiutare una persona fallata? Com'è possibile che tutti si girino dall'altra parte quando stanno male? Celestine non se lo riesce a spiegare, perché non è una cosa logica quello che vede accadere davanti ai suoi occhi, ma qualcosa di incomprensibile che la Gilda ha imposto. Un giorno durante il percorso in autobus vede salire un anziano signore che tossisce. Le ricorda suo nonno, eppure, apparentemente non può aiutarlo, non può farlo sedere su tutti quei posti liberi perché ai fallati sono concessi soli due posti. Quando inizia a tossire più forte, nessuno si gira, nessuno prova ad aiutarlo, tutto per una fascia rossa sul braccio che lo identifica come fallato. Nemmeno le altre persone che portano la fascia, si degnano di prestargli attenzione. Colpita dall'indifferenza, aiuta l'anziano signore a sedersi contro le proteste del fidanzato Art e della sorella. Entrambi spaventati dal suo gesto, non cercano di aiutarla quando viene portata via e incarcerata per quel gesto.
Sono sicuramente sotto shock. Non potrebbe essere altrimenti. Non riesco ancora a credere di essere finita qui, io che non faccio mai niente di sbagliato, che cerco sempre di compiacere tutti, che prendo sempre il massimo dei voti, che esco con il figlio del giudice supremo!
Arrivata in prigione, si trova davanti Carrick, un ragazzo che la guarda con diffidenza e che viene definito fallato fino al midollo. Durante il processo le viene chiesto di mentire, di negare, perché sarebbe una cosa terribile per il giudice Crevan avere un collegamento con lei. Arrivata al dunque, non ci riesce, per quanto la terrorizzi l'idea di diventare una fallata, non riesce a mentire. Scopre quindi l'atrocità con cui vengono marchiate le persone, quel potere ingiusto che un giudice di un'agenzia governativa può detenere e con cui può decidere del corpo delle persone. La marchiatura infatti dovrebbe rappresentare un tradimento alla società, la posizione un simbolo e la perfezione della F l'obbiettivo della società: bandire gli imperfetti, mandarli ai margini. È una società degradata, dove attraverso la paura vengono imposte queste leggi non scritte, queste regole che bandiscono chiunque cerchi di cambiare le cose. La maggior parte delle persone però è troppo terrorizzata per provare a ribellarsi, ognuno infatti è talmente abituato a pensare a se stesso, che quando un vicino viene portato via, gira le spalle e prosegue cercando di non far notare quanto era vicina l'altra persona. L'egoismo che pervade questa società è straordinario, per raggiungere la perfezione, si raggiunge un livello assurdo di superficialità e l'aspetto diventa un parametro di giudizio. Ho apprezzato la crescita graduale del suo personaggio durante la lettura, i suoi pensieri e il fatto che non desidera diventare l'eroina del libro. Molti provano a sfruttare la sua posizione, l'attenzione che ha attirato da parte dei media a proprio favore, eppure seppur con molta fatica, riesce a svincolarsi dalle catene che cercano di bloccarla ed a impedire la cosa. Impiega l'intera lunghezza del libro ad elaborare che il regime sotto cui sottostano è estremista e questo ha reso molto più realistica la narrazione.
"Raccontami." Finora è stata paziente, delicata, ma oggi sento che c'è un'urgenza diversa nella sua voce, lontana dalla calcolata pacatezza delle nostre conversazioni precedenti. La prima volta che ci siamo incontrate, Pia era in modalità anchor woman, tutta carisma e magnetismo. Ma davanti a me, ora, c'è una Pia nuova, quasi in incognito, ed è un aspetto imprevisto. Mi sono dimostrata ingenua in passato, ma mi fido di questa donna.
Non sono impazzita per Art, ho sofferto con lei quando non si è presentato a testimoniare in tribunale e quando non ha lottato contro suo padre per impedire che venisse condannata (una piccola protesta c'è stata, irrilevante a mio parere). Ho quindi sospirato di sollievo alla sua sparizione, anche se l'ha lasciata sofferente e non l'ha aiutata a superare la situazione. Celestine ha avuto in questo libro la capacità di cambiare le persone che la circondavano in meglio. Sua madre ad esempio si ribella nell'unico modo che comprende profondamente, intaccando la sua perfezione esteriore e passando un messaggio che pochi capiranno (tanto per ripetere quanto questa società è stupida). Sua sorella... che dire, è un personaggio complesso che poteva essere più presente, per quanto non mi sia piaciuto, anche se ho compreso il perché della sua non partecipazione al processo. Il fratellino è naturalmente troppo piccolo, troppo malleabile e quindi viene protetto lasciandolo il più possibile fuori dalla situazione. Ultimo personaggio che commento: Pia, che dire, scoprirete che è una persona straordinaria e che immagino avrà un ruolo chiave nel prossimo libro. Cecelia Ahern ha scritto un buon libro, penso che però si riuscirà a valutare bene questa serie solo dal prossimo e tutto dipenderà da come muoverà Celestine. Per concludere per una volta i miei pensieri viaggiavano alla stessa velocità della trama e quindi non ho avuto il tempo di aspettarmi nulla di quello che accade.
Da bambina credevo che per poter scappare bisognasse fisicamente alzarsi e correre, come nei film. Un litigio, una porta sbattuta, e poi via di corsa. Adesso ho capito che tante persone scappano senza andare da nessuna parte. E l'ho capito osservando il viso lucido e tirato di mia madre, il modo in cui mio padre si isola nei suoi pensieri mentre siamo a tavola, lo sguardo di Ewan fisso a terra sulle sue macchinine e i suoi elicotteri giocattolo. E Juniper fa lo stesso quando si infila le cuffiette e spara la musica a tutto volume, voltando le spalle al mondo intero. Non sapevo si potesse fare. Ma adesso lo so. Nella mia mente scappo via da tutto e da tutti, corro lontano in un nulla senza fine dove mi sento libera.

Voto: 4/5

Lucia

2 commenti:

  1. Devo ammettere che hai stuzzicato la mia curiosità *o* e non sei l'unica che ne parla così bene... gli darò senz'altro una possibilità :)

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    1. Ahahah Denise, leggilo! Non lasciarlo troppo nella WL! :P

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